Un gruppo di cybercriminali utilizza indebitamente il nome dell’agenzia di comunicazione “We Are Social” per adescare risparmiatori e persone in cerca di occupazione. Le vittime ricevono messaggi su piattaforme di messaggistica istantanea, via mail o sui social network con proposte di guadagni facili legati a mansioni digitali. Queste offerte nascondono tentativi di phishing e richieste di denaro illegittime mascherate da depositi cauzionali o investimenti iniziali.
Indice
SCHEDA ANALISI TutelaTrader
| DATI RILEVATI | DETTAGLI |
| Piattaforma | Falso Brand We Are Social |
| Sito Ufficiale (Reale) | https://wearesocial.com/ |
| Stato | Uso fraudolento del nome di un brand. Integra il reato di truffa e quello di sostituzione di persona |
| Verdetto | Se chiedono soldi, non pagare Se chiedono dati sensibili, non fornirli |
L’agenzia We Are Social è vittima di una truffa
Il caso in esame rientra nelle frodi per usurpazione di identità aziendale. Soggetti non identificati agiscono spacciandosi per membri del team di We Are Social. L’obiettivo consiste nell’indurre l’utente a versare somme di denaro su piattaforme esterne o conti di terzi. La promessa iniziale è quella di offrirgli un lavoro.
L’agenzia originale ha già smentito categoricamente ogni legame con queste attività. I truffatori utilizzano i nome reali delle persone che lavorano per We Are Social, puntando sulla buona fede di chi viene contattato, e fingono interesse nei confronti del loro profilo professionale. Ma vediamo meglio come avviene l’inganno.
Come funziona la truffa legata a We Are Social
Lo schema criminale segue un copione preciso basato sulla manipolazione psicologica. Il primo contatto avviene solitamente su WhatsApp o Telegram da numeri con prefissi esteri, oppure tramite mail. I finti recruiter propongono “opportunità di lavoro” che consistono nel mettere “mi piace” a contenuti social o nel recensire prodotti in cambio di piccole somme iniziali.
La truffa si palesa quando il sedicente consulente richiede un pagamento per sbloccare mansioni più remunerative o per coprire presunte spese amministrative. Gli utenti segnalano la richiesta di bonifici verso conti correnti intestati a persone fisiche o l’acquisto di criptovalute da inviare a wallet anonimi.
Molte vittime testimoniano la presenza di siti web specchio che imitano la grafica ufficiale dell’agenzia per conferire un falso senso di sicurezza. Sfruttano, in pratica, il prestigio del brand – We Are Social è un’agenzia rinomata, nella quale molti in tanti sperano di lavorare – e la fiducia di chi viene manipolato.
Le red flag della truffa
I tecnici di TutelaTrader hanno individuato i seguenti indicatori di pericolo:
- contatti informali: l’uso di app di messaggistica privata per reclutamento o proposte di investimento è un segnale inequivocabile di frode;
- dominio non ufficiale: le comunicazioni non provengono dall’estensione ufficiale @wearesocial.com;
- richiesta di esborsi: una vera offerta di lavoro non prevede mai il versamento di denaro da parte del candidato;
- promesse di rendimenti certi: il trading o le attività digitali proposte garantiscono guadagni fissi giornalieri, pratica vietata dalla normativa finanziaria;
- metodi di deposito non sicuri: l’obbligo di utilizzare criptovalute o ricariche di carte prepagate serve a impedire lo storno dei pagamenti.
La società originale non gestisce piattaforme di investimento, né richiede pagamenti per processi di selezione del personale (in realtà, nessuno che non sia un truffatore lo fa). In più, è poco probabile che un’agenzia così importante contatti, a caso, persone che non hanno mai inviato neanche una candidatura spontanea e, se lo fa, utilizza i canali ufficiali. In conclusione: l’uso del brand We Are Social in questo contesto è totalmente abusivo.
La società reale lavora esclusivamente con clienti aziendali di alto profilo (es. Adidas, Netflix, Barilla). I flussi di cassa riguardano contratti di consulenza e produzione tra entità giuridiche registrate.
Come recuperare i soldi persi
La truffa che abbiamo analizzato sfrutta il prestigio di questo nome per fini illeciti. We Are Social non contatta mai privati cittadini su WhatsApp per offrire “micro-lavori” o compiti remunerati. Ogni richiesta di denaro o di investimento proveniente da soggetti che dichiarano di rappresentare questa agenzia costituisce un tentativo di frode finanziaria.
Se sei vittima di questo raggiro e hai già versato dei soldi, ti suggeriamo di:
- smettere di pagare, ignorare le richieste di “tasse di sblocco” o “commissioni per il prelievo”. Si tratta di ulteriori bugie create per svuotare il tuo conto corrente;
- bloccare ogni contatto – non rispondere a chiamate o messaggi provenienti dai consulenti. Ogni interazione fornisce loro informazioni utili per manipolarti.
- raccogliere le prove – salvare screenshot delle conversazioni, i numeri di telefono utilizzati dai truffatori e le ricevute dei bonifici effettuati;
- denunciare alle autorità, cioè presentare una querela dettagliata alla Polizia Postale indicando i codici IBAN o gli indirizzi wallet dei destinatari.

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