Nelle ultime settimane, il programma Le Iene ha trasmesso un’inchiesta sconvolgente che ha scoperchiato un’organizzazione criminale transnazionale con base a Tirana, in Albania. Un sistema oliato capace di sottrarre ai risparmiatori europei cifre stimate tra i 20 e i 30 milioni di euro al mese.
Indice
Noi di Tutela Trader abbiamo analizzato i filmati per mostrarvi come agivano questi criminali e, soprattutto, per dirvi che non siete soli: la giustizia si sta muovendo.
Il sistema: dalla telefonata alla finta tassa
L’indagine ha confermato esattamente le dinamiche che denunciamo da anni.
Tutto iniziava con una telefonata da parte di operatori che spesso si presentavano con false identità (come finti consulenti Fininvest). L’obiettivo? Convincere la vittima a versare un deposito minimo di 250 euro per attivare un fantomatico “robot advisor” basato sull’intelligenza artificiale.
Una volta dentro, le vittime venivano manipolate tramite piattaforme create ad hoc, come Cryptoin24 e Bit4Invest. I grafici mostrati erano completamente falsi: venivano letteralmente “gonfiati manualmente” dai truffatori per simulare profitti e spingere il cliente a versare capitali sempre più ingenti.

Il cinismo di questi operatori, molti dei quali italiani trasferitisi a Tirana, è emerso chiaramente dalle telecamere nascoste. Carlo, uno dei manager dell’organizzazione, spiegava all’infiltrato l’importanza di creare empatia: “Fagli vedere che il grafico sale, ma piano piano… quando hai la sua fiducia lo fai investire”.
La trappola finale: le tasse del 26% sul capital gain
Il momento più critico arrivava quando il cliente chiedeva di prelevare.
Lì scattava l’ultima trappola: la richiesta di pagare le tasse sulle plusvalenze (spesso il 26%) per sbloccare i fondi.
Carlo istruiva i suoi sottoposti a dire: “Visto che non vuoi più investire, andiamo a pagare le tasse… così ti possiamo inviare i tuoi 90.000 euro”. Ovviamente, una volta pagata anche questa somma, i truffatori sparivano nel nulla.
Ecco come funziona
La tecnica della tassa del 26% viene utilizzata quando il cliente, ormai stanco o spaventato, decide di non voler più investire e chiede di ritirare il proprio denaro (nel gergo del call center, questo cliente viene classificato come “Resigned Hi potential” ovvero “assegnato ad alto potenziale”).
Il meccanismo spiegato da Carlo funziona in tre passaggi:
1. L’Illusione del Prelievo: Quando la vittima chiede di riavere i suoi soldi (che vede falsamente maturati sul saldo della piattaforma), il consulente finge di avviare la procedura di liquidazione.
2. La Richiesta del 26%: Carlo istruisce l’infiltrato a dire al cliente: “Guarda, visto che non vuoi più investire, andiamo a pagare le tasse sulle plusvalenze che in Italia sono del 26% e così ti possiamo inviare i tuoi 90.000 euro”.
3. Il Blocco Totale: Il truffatore chiede quindi alla vittima di versare in anticipo questa somma (che può essere molto alta, nell’esempio si parla di circa 27.000 euro su un saldo di 90.000) tramite un nuovo bonifico. La promessa è che, pagata la tassa, verrà sbloccato l’intero capitale.
Perché è una trappola efficace?
Come sottolineato nel servizio, la truffa fa leva sulla verosimiglianza: le tasse sulle rendite finanziarie (capital gain) esistono davvero e in Italia sono effettivamente al 26%. Poiché la vittima crede di aver realmente guadagnato quei soldi facendo trading, ritiene plausibile dover pagare le imposte.
L’esito finale
L’aspetto più cinico emerge dall’istruzione finale di Carlo. Una volta che la vittima (nell’esempio chiamata “Luana”) cade nella trappola e invia anche quest’ultimo bonifico per le “tasse”, il truffatore non sblocca nulla. L’ordine di Carlo è perentorio: “stacchi tutto e via”. I truffatori spariscono definitivamente, portandosi via sia il capitale investito inizialmente, sia l’ultima somma versata per le finte tasse.
Il Blitz della SPAK e il tentativo di fuga
L’indagine delle Iene, supportata da un infiltrato che ha lavorato all’interno della Forever Green Tower (sede del call center al 13° piano), ha portato all’intervento della SPAK, la procura speciale albanese contro la corruzione e il crimine organizzato.
Tuttavia, i criminali sono stati avvisati poco prima del blitz. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso scene frenetiche la sera prima dell’irruzione: uomini che caricavano computer, server e documenti su bidoni dell’immondizia per trasferirli in un altro edificio, il Downtown One.
Fortunatamente, grazie alla tecnologia di tracciamento e all’intervento rapido della polizia, gli agenti hanno individuato il nuovo nascondiglio. Hanno fatto irruzione proprio mentre cinque persone stavano cancellando freneticamente migliaia di dati dai computer.
Gli arresti e il materiale sequestrato
L’operazione si è conclusa con l’arresto di otto persone, tra cui Carlo (il manager che istruiva l’infiltrato) ed Enzo. La polizia ha sequestrato centinaia di hard disk, chiavette USB e computer portatili. Questi dispositivi sono fondamentali perché potrebbero contenere le chiavi di accesso ai wallet di criptovalute dove sono finiti i soldi dei truffati.
Inoltre, la polizia ha scoperto che l’organizzazione stava allestendo un nuovo call center ancora più grande, con 500 postazioni pronte per truffare altre migliaia di persone.
Cosa fare se sei stato vittima di questo sistema?
Le indagini hanno rivelato anche il coinvolgimento di società italiane che avrebbero fornito i contatti e i call center per il primo approccio, citando nomi di Call Center attivi nel territorio di Napoli, Torino e Palermo.
Ora che la magistratura ha in mano i dati e i dispositivi dei truffatori, si apre uno spiraglio per le vittime. Come associazione di tutela per il consumatore, il nostro consiglio è quello di agire tempestivamente.
Vedi il video completo: https://www.iene.mediaset.it/video/pelazza-attenzione-a-questa-truffa-telefonica_1430376.shtml

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